“I Ciardi. Paesaggi e giardini” a Conegliano

“I Ciardi. Paesaggi e giardini” a Conegliano

“I Ciardi. Paesaggi e giardini”

Palazzo Sarcinelli a Conegliano ospiterà dal 16 febbraio al 23 giugno 2019 la mostra I Ciardi. Paesaggi e giardini, a cura di Giandomenico Romanelli con Franca Lugato e Stefano Zampieri.
Promossa dal Comune di Conegliano e da Civita Tre Venezie, l’esposizione sarà dedicata a una delle famiglie di artisti veneti più affermate: i Ciardi.

In un periodo di grandi cambiamenti in campo pittorico, verso una pittura incline allo studio dal vero, Guglielmo e i figli Beppe ed Emma divengono protagonisti assoluti della scena artistica veneziana, italiana e internazionale. “La ricchezza della loro scelta a favore del paesaggio si misura nelle radicali novità che essi, soprattutto Guglielmo, sanno introdurre in questo genere pittorico: la luce declinata in tutte le possibili atmosfere, la presenza viva e palpitante della natura nelle piante, nei campi, nelle messi, nelle distese di eriche; la maestosità spesso scabra delle masse montuose, colte nella luce azzurra dell’alba o in quella struggente e aranciata dei tramonti, i filari, i covoni, i corsi d’acqua” ha sottolineato Romanelli.

La retrospettiva proporrà oltre sessanta opere, evidenziando i tratti più significativi dei tre artisti: saranno opere legate principalmente alla rappresentazione della natura e del paesaggio veneto. Queste provengono dall’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia, da Casa Cavazzini – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Udine e dalla Galleia Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro di Venezia, con un nucleo significativo di dipinti conservati nei depositi ed esposti al pubblico dopo circa vent’anni, oltre che da collezioni private.

Il percorso espositivo inizierà dagli esordi di Guglielmo, in cui si nota ancora l’influenza della tradizione paesaggistica ottocentesca nel precoce e inedito dipinto del 1859 Paesaggio fluviale; si analizzeranno poi gli anni all’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Domenico Bresolin  e l’importanza del paesaggio nell’entroterra veneto.

All’arte di Emma sarà dedicata la seconda sezione: la pittrice riscopre la grande tradizione guardesca in un inedito settecentismo ironico e brioso con un chiaro gusto moderno e citazionista. Saranno presentate inoltre le numerose peregrinazioni artistiche in Europa, testimoniate da un confronto tra alcune opere di Guglielmo ed Emma.

L’ultima sezione sarà dedicata all’attività artistica di Beppe, presentata mettendo in luce la modernità e gli accenti simbolisti dell’autore. Introdurrà elementi più tipicamente novecenteschi fino a dar spazio a una visione personale del paesaggio. Evidente l’attrazione verso il simbolismo nordico e la fascinazione per l’opera di Böcklin. Nella sua pittura si afferma via via, oltre a una presenza pacata di animali e pastori, la centralità della figura umana che, grazie alla lezione di Ettore Tito, talora si emancipa fino a prevalere sul paesaggio.

Per info: www.mostraciardi.it